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Paura di stare da soli: chi sono quando non sono in una relazione?

  • 10 ago
  • Tempo di lettura: 5 min

La storia di Martina.


Martina mi contatta chiedendomi un primo colloquio psicologico a seguito della rottura col suo partner, avvenuta qualche settimana fa. Martina ha 28 anni e, da che ricorda, è sempre stata all'interno di una relazione affettiva. La relazione col suo partner è durata circa 4 anni e lui ha deciso di concluderla perché non provava più lo stesso sentimento di un tempo. Martina non racconta una chiusura tragica, né episodi particolarmente negativi all'interno della relazione col partner. Le sue relazioni passate sono sempre state abbastanza durature, e si sono susseguite velocemente le une con le altre, tanto che Martina racconta di non ricordare un periodo in cui è stata realmente da sola.

Durante il nostro primo incontro, Martina si pone la seguente domanda: "ora cosa faccio? Adesso che è finita e sono da sola, cosa devo fare?". Martina fatica a capire cosa fare nella sua vita ora che non vi è più la cornice di una relazione: la sensazione è che senza un noi sia diventato difficile capire chi è quell'io.


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La relazione come modo in cui ci definiamo


La difficoltà a stare senza un partner viene spesso descritta come paura di stare da soli, bisogno affettivo o dipendenza affettiva. In alcuni casi questi aspetti possono essere presenti, ma non sempre spiegano in modo esaustivo cosa una persona prova a non essere in una relazione. A volte il problema non è tanto l'assenza dell'altro, quanto il fatto che la relazione occupava un posto centrale nel modo in cui la persona faceva esperienza di sé.


Essere in coppia modifica inevitabilmente la nostra quotidianità: condividiamo progetti, abitudini, decisioni, luoghi e un modo di immaginare il futuro. Costruiamo un "noi" che non cancella necessariamente l'io, ma entra a far parte della nostra identità. La difficoltà compare quando quel "noi" diventa il principale punto di riferimento attraverso cui riusciamo a riconoscerci.


Quando siamo abituati a sentirci importanti perché qualcuno ci sceglie, desiderabili perché qualcuno ci desidera o sicuri perché qualcuno ci rassicura, l'assenza di una relazione può mettere in discussione qualcosa di molto più profondo della semplice vita sentimentale. Possono comparire pensieri come "Non so cosa fare senza il mio partner", "Quando sono single mi sento perso", "Non so più cosa mi piace" o "Mi sembra di non avere una direzione". Non significa necessariamente essere "dipendenti" dall'altro. Significa che una parte del proprio senso di sé si è costruita all'interno della relazione.


Dal punto di vista fenomenologico, quindi, la domanda "Chi sono quando non sono in una relazione?" riguarda il modo in cui la persona si trova nel mondo quando viene meno quella particolare forma di appartenenza che per un periodo aveva organizzato la sua esperienza.



Non è sempre paura di stare da soli: a volte è difficile incontrare sé stessi


Essere soli e sentirsi soli non sono la stessa esperienza. Una persona può avere amici, interessi, un lavoro, una vita sociale e una quotidianità piena, ma provare comunque un forte senso di vuoto quando non ha un partner. Per questo la difficoltà a stare da soli non può essere ridotta alla semplice mancanza di compagnia. A volte ciò che diventa difficile è incontrarsi senza lo sguardo di una persona significativa che confermi continuamente chi siamo. All'interno di una relazione possiamo sentirci amati, desiderati, importanti, scelti.


Queste esperienze sono parte naturale della vita affettiva, ma possono diventare problematiche quando rappresentano quasi l'unica fonte attraverso cui riusciamo a percepire il nostro valore. In quel momento l'assenza dell'altro può essere vissuta come assenza di una conferma di sé: non c'è più qualcuno che ci cerca, che ci aspetta, che ci include nei propri progetti, e improvvisamente può diventare più difficile rispondere alla domanda "Che cosa voglio io?".


Questo può spiegare perché alcune persone, dopo la fine di una relazione, sentono il bisogno urgente di trovarne un'altra. Non necessariamente stanno cercando semplicemente qualcuno da amare. Potrebbero essere alla ricerca di quella sensazione di stabilità, riconoscimento e appartenenza che la relazione rendeva possibile. In questo senso, il problema non è desiderare una relazione: desiderare intimità e vicinanza è profondamente umano. La questione diventa capire se possiamo desiderare l'altro senza aver bisogno della sua presenza per sentirci qualcuno.



Dopo una separazione può cambiare il modo in cui viviamo noi stessi


Una separazione può modificare molto più della presenza quotidiana di un partner. Cambiano abitudini, progetti, luoghi, amicizie, decisioni e soprattutto l'orizzonte con cui immaginiamo il futuro. Se per anni abbiamo pensato alla nostra vita utilizzando prevalentemente un "noi", improvvisamente molte delle possibilità che sembravano naturali devono essere ripensate. È per questo che dopo una separazione può emergere una sensazione di disorientamento accompagnata dalla domanda "Chi sono adesso?".


Dal punto di vista fenomenologico, viene meno un certo modo abituale di abitare il mondo: ciò che prima aveva un significato condiviso può apparire estraneo, mentre ciò che prima sembrava già deciso torna a essere una possibilità da scegliere. Questo può essere particolarmente intenso quando la relazione era diventata una parte molto importante dell'identità personale. Non si perde soltanto una persona, ma anche una versione di sé: quella che esisteva in quella specifica relazione, con quelle abitudini, quei progetti e quello sguardo reciproco.


Per questo "ritrovare sé stessi" dopo una separazione non significa necessariamente tornare alla persona che si era prima. Significa piuttosto lasciare spazio alla possibilità di scoprire chi si è adesso. Anche l'autostima può essere coinvolta: se il proprio valore era fortemente legato all'essere scelti, desiderati o necessari per qualcuno, essere single può essere vissuto come una perdita di valore. Ma il senso di sé non è qualcosa che esiste una volta per tutte e che dobbiamo semplicemente recuperare. Si costruisce continuamente attraverso ciò che viviamo, le relazioni che attraversiamo, le scelte che facciamo e il significato che attribuiamo alla nostra esperienza.



Imparare a stare da soli non significa non avere bisogno degli altri


A volte si dice che, prima di poter vivere una relazione sana, bisogna imparare a stare bene da soli, essere completamente indipendenti o non avere bisogno di nessuno. È una rappresentazione piuttosto semplicistica dell'esperienza umana. Non siamo individui completamente autosufficienti: abbiamo bisogno degli altri, ci definiamo anche attraverso le relazioni e gran parte della nostra identità nasce proprio nell'incontro con le persone che abitano il nostro mondo.


Il punto, quindi, non è imparare a non aver bisogno di qualcuno, ma poter vivere una relazione senza che questa diventi l'unico luogo in cui riusciamo a riconoscerci. Significa poter essere partner senza essere soltanto "il partner di qualcuno", poter amare senza trasformare l'altro nell'unica fonte del proprio valore, poter desiderare una relazione senza vivere la sua assenza come la perdita di una parte di sé.

In questo senso, ritrovare sé stessi quando si è single non significa riempire il tempo con attività o costruire artificialmente un'indipendenza. Può significare tornare ad ascoltare ciò che desideriamo, riconoscere quali relazioni scegliamo davvero, comprendere quali progetti sentiamo nostri e osservare come ci descriveremmo se non potessimo utilizzare il ruolo di partner per raccontare chi siamo.


Un percorso psicologico può aiutare proprio a comprendere che cosa rappresenta la relazione nella propria esperienza e quale posto occupi nella costruzione del senso di sé. La domanda "Chi sono quando non sono in una relazione?" non deve necessariamente trovare una risposta immediata. Può diventare, piuttosto, un'occasione per scoprire che una relazione può essere uno spazio importante in cui incontriamo noi stessi, senza dover essere l'unico luogo nel quale possiamo esistere.


Ricevo a Verona e online, offrendo un percorso in cui la tua esperienza verrà valorizzata.

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