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Terapia di coppia: quando la relazione entra in crisi e non ci si riesce più a capire

14 set
Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 29 set

Ci sono momenti in cui una relazione comincia a non essere più il luogo in cui ci si sente compresi.

Non c'è necessariamente un evento preciso che segna l'inizio della crisi. A volte sono piccoli cambiamenti che, nel tempo, diventano sempre più evidenti: si parla meno, si discute per le stesse cose, ci si sente facilmente fraintesi. Le occasioni per stare insieme diminuiscono oppure vengono vissute con una certa tensione. Anche quando non si litiga, può esserci la sensazione che qualcosa si sia spostato.

Si continua a vivere la propria quotidianità, magari condividendo una casa, abitudini e progetti, ma il modo di stare insieme non è più quello di prima.


E allora può comparire una domanda difficile: “Che cosa ci è successo?”.

Spesso, quando una coppia arriva a questo punto, entrambi i partner hanno già provato a risolvere il problema. Hanno parlato, discusso, fatto promesse, cercato compromessi. A volte hanno anche provato a non parlarne più, sperando che il momento passasse.

Ma alcuni conflitti sembrano ripresentarsi sempre nello stesso modo. Uno cerca maggiore vicinanza e l'altro si allontana. Uno chiede di parlare e l'altro sente di essere sotto pressione. Uno esprime la propria sofferenza e l'altro si sente accusato. E così, nel tentativo di ritrovare l'altro, si finisce paradossalmente per creare ancora più distanza.


È in situazioni come queste che può diventare utile la terapia di coppia.


Eye-level view of a serene therapy room with calming decor

Terapia di coppia: quando il problema non è più soltanto ciò su cui si litiga


Quando pensiamo a una crisi di coppia, siamo spesso portati a cercare un problema concreto: i soldi, la sessualità, la gelosia, il tempo trascorso insieme, la famiglia, i figli, un tradimento.

Questi aspetti possono certamente avere un ruolo importante, ma non sempre spiegano fino in fondo perché una determinata questione diventi così dolorosa.

Due persone possono discutere della stessa cosa e viverla in maniera completamente diversa.


Per una persona, il fatto che il partner passi molto tempo fuori casa può significare sentirsi trascurata. Per l'altra può significare semplicemente avere bisogno dei propri spazi. Una richiesta di maggiore vicinanza può essere vissuta come una richiesta d'amore, ma anche come una forma di controllo. Un momento di silenzio può rappresentare un modo per evitare un conflitto oppure, dal punto di vista dell'altro, la conferma di non essere più importante.


Per questo, nella terapia di coppia, non è sufficiente osservare ciò che i partner fanno. Diventa importante comprendere come ciascuno vive ciò che accade nella relazione.

Dietro una discussione apparentemente banale può esserci infatti qualcosa di molto più significativo: il bisogno di sentirsi scelti, la paura di perdere l'altro, la sensazione di non essere abbastanza importanti, il desiderio di sentirsi liberi senza per questo sentirsi abbandonati.


Il conflitto, in questo senso, non è sempre il problema in sé. Può essere il modo attraverso cui qualcosa che riguarda profondamente la relazione sta cercando di emergere.



Quando fare terapia di coppia?


Non esiste un momento preciso in cui una coppia dovrebbe necessariamente iniziare una terapia.

Non è necessario arrivare a una crisi profonda o essere già vicini alla separazione. In alcuni casi, chiedere aiuto quando le difficoltà sono ancora affrontabili può permettere di intervenire prima che determinate dinamiche diventino molto rigide.


La terapia di coppia può essere utile quando le discussioni diventano frequenti e sembrano non portare mai a una soluzione, quando gli stessi conflitti si ripetono continuamente oppure quando parlare è diventato quasi impossibile.

Può essere indicata anche quando la coppia attraversa un cambiamento importante: la convivenza, la nascita di un figlio, un trasferimento, una difficoltà lavorativa, un cambiamento personale o un momento in cui entrambi iniziano a interrogarsi sul futuro della relazione.


E non tutte le crisi di coppia sono caratterizzate da continui litigi.

A volte la distanza si manifesta proprio attraverso l'assenza del conflitto. Si smette di chiedere, di raccontarsi, di cercare l'altro. Si continua a condividere la vita quotidiana, ma ciascuno sembra vivere sempre più nel proprio mondo.

Anche questo può essere un segnale importante.

La domanda, allora, non è soltanto “Come possiamo smettere di litigare?”, ma può diventare: “Che cosa è cambiato nel nostro modo di stare insieme?”



In terapia non si tratta di stabilire chi ha ragione


Quando una coppia è in crisi, è frequente che entrambi arrivino portando con sé una propria spiegazione di ciò che sta accadendo.


“Se lui/lei cambiasse, le cose funzionerebbero.”

“Il problema è che non mi ascolta.”

“Ho provato in tutti i modi, ma non cambia nulla.”


Ognuno può avere una parte della propria esperienza che sente di non essere riuscito a far comprendere all'altro.

Per questo la terapia di coppia non dovrebbe trasformarsi in un luogo in cui stabilire chi ha torto e chi ha ragione.


L'obiettivo è piuttosto comprendere come si è costruita quella particolare dinamica relazionale e quale significato abbia per ciascuno dei due partner.

Questo permette di guardare anche ai comportamenti in modo diverso.

Dietro la rabbia può esserci la paura di non contare più per l'altro. Dietro una critica continua può esserci il bisogno di sentirsi considerati. Dietro il distacco può esserci la difficoltà a tollerare il conflitto o il timore di non riuscire più a essere compresi.


Comprendere significa poter vedere ciò che accade con maggiore chiarezza, uscendo almeno in parte dalla posizione in cui ciascuno è costretto a difendersi dal comportamento dell'altro.

In questo senso, la terapia può diventare uno spazio diverso da quello della quotidianità: un luogo in cui fermarsi e osservare ciò che accade tra le due persone, invece di continuare semplicemente a reagire a ciò che l'altro fa.



Quando chiedere aiuto?


Non bisogna aspettare che una coppia sia già arrivata al limite per chiedere un aiuto.

Può essere utile farlo quando ci si accorge che, nonostante i tentativi, si continua a tornare sempre agli stessi conflitti; quando non ci si sente più ascoltati o compresi; quando la distanza è diventata difficile da colmare oppure quando non si riesce più a capire che cosa si desidera davvero dalla relazione.


A volte chiedere aiuto significa semplicemente fermarsi prima che la distanza diventi l'unico modo possibile di stare insieme.

La terapia di coppia può offrire uno spazio in cui tornare a guardarla, comprenderla e interrogarsi su ciò che significa, oggi, per entrambe le persone che la abitano.


Ricevo a Verona e online, offrendo un percorso di coppia in cui comprendere e dare significato alle dinamiche relazionali.

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