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Non riesco a prendere decisioni: perché scegliere mi sembra così difficile?

23 set
Tempo di lettura: 5 min

Ci sono decisioni che sembrano semplici finché non diventano nostre.

Scegliere un lavoro, decidere se rimanere in una relazione, cambiare città, iniziare un percorso, accettare un'opportunità oppure lasciarla andare. A volte sappiamo perfettamente quali sono le possibilità davanti a noi, le analizziamo, le confrontiamo e cerchiamo di capire quale sia quella giusta. Eppure non riusciamo a scegliere.

Continuiamo a pensarci. Cambiamo idea. Chiediamo il parere degli altri. Immaginiamo come potrebbe andare in un caso e come potrebbe andare nell'altro. Ogni risposta sembra aprire una nuova domanda.


E più cerchiamo di arrivare alla decisione giusta, più la decisione sembra allontanarsi.

Può allora comparire una sensazione frustrante: “Perché non riesco a prendere decisioni, anche quando so che prima o poi dovrò farlo?”

A volte si pensa che dietro questa difficoltà ci sia semplicemente indecisione, insicurezza o mancanza di fiducia in sé stessi. Questi aspetti possono avere un ruolo, ma non sempre spiegano ciò che sta accadendo. Scegliere infatti non significa solo decidere tra due possibilità, ma anche lasciar andare tutte le altre.



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Non riesco a prendere decisioni: la paura di prendere quella sbagliata


Quando facciamo fatica a prendere una decisione, spesso non stiamo cercando semplicemente di capire quale opzione preferiamo. Cerchiamo principalmente la sicurezza.

Vorremmo sapere che il lavoro che scegliamo sarà quello giusto, che la persona con cui stiamo costruendo una relazione sarà quella giusta, che trasferirci in un'altra città non ci farà pentire della scelta, che lasciare qualcosa non significherà perdere un'opportunità irripetibile.

Il problema è che una decisione riguarda sempre il futuro, e il futuro non può essere conosciuto completamente.


Possiamo raccogliere informazioni, valutare le conseguenze, ascoltare ciò che sentiamo e confrontarci con qualcuno, ma non possiamo avere la certezza di come vivremo una scelta prima di averla fatta.

Quando questa incertezza diventa difficile da tollerare, possiamo iniziare a cercare continuamente nuove informazioni.


“E se ci fosse un'opzione migliore?”

“E se tra sei mesi me ne pentissi?”

“E se stessi sbagliando tutto?”

“E se questa non fosse davvero la cosa che voglio?”


Così il pensiero, invece di aiutarci a scegliere, può diventare un modo per rimandare la scelta. Ogni nuova possibilità riapre il dubbio. Ogni dubbio richiede una nuova analisi. E ogni nuova analisi sembra dimostrare che non siamo ancora abbastanza sicuri per decidere.

Ma una certezza assoluta, nella maggior parte delle scelte importanti, non arriva.



Perché scegliere può essere difficile?


Ogni scelta modifica, almeno in parte, il nostro rapporto con le possibilità che abbiamo davanti.

Finché non decidiamo, possiamo immaginare molti futuri diversi. Possiamo pensare a noi stessi in città diverse, in lavori diversi, con persone diverse, dentro vite diverse.

Tutte queste possibilità rimangono aperte.

Quando scegliamo, invece, una possibilità diventa concreta e le altre iniziano a diventare meno accessibili.

Per questo, a volte, la difficoltà non riguarda tanto il decidere cosa vogliamo, quanto il tollerare ciò a cui dovremo rinunciare scegliendo.


Una persona può sapere di voler cambiare lavoro e, contemporaneamente, avere paura di perdere la sicurezza di quello attuale. Può desiderare una relazione più stabile e avere nostalgia della libertà che aveva prima. Può voler cambiare città e, nello stesso momento, sentire il peso di ciò che lascerebbe.


Possiamo desiderare qualcosa e avere paura delle conseguenze che comporta.

Possiamo sentire che una possibilità ci appartiene e, nello stesso tempo, soffrire per tutte quelle che dobbiamo lasciare indietro.

In questo senso, la difficoltà a prendere decisioni può riguardare anche la difficoltà ad accettare che ogni scelta abbia un costo.

Non esiste una decisione che permetta di vivere contemporaneamente tutti i futuri possibili.



Quando il dubbio diventa un modo per rimandare la scelta


Risulta sicuramento utile pensare a pro e contro prima di prendere una decisione; tuttavia il problema nasce quando il pensiero non porta più verso una scelta, ma apre continuamente a nuove possibilità, non trovandone mai una adeguata. Ogni decisione viene così messa in dubbio.


A volte si aspetta di “sentirsi pronti”, come se prima di scegliere dovesse comparire una certezza interiore capace di eliminare ogni dubbio.

Ma nelle decisioni importanti può accadere qualcosa di diverso: non sempre sappiamo cosa proviamo prima di scegliere. A volte lo comprendiamo anche attraverso ciò che scegliamo e attraverso il modo in cui iniziamo a vivere quella possibilità.

Questo è particolarmente importante quando la persona cerca una risposta perfetta alla domanda “Cosa voglio davvero?”.

Può essere difficile trovare una risposta definitiva perché noi stessi non siamo completamente separati dalle situazioni in cui viviamo. Ciò che desideriamo può cambiare quando cambiano le possibilità che abbiamo davanti, le relazioni che viviamo, il momento della nostra vita e il significato che attribuiamo a ciò che stiamo attraversando.


Per questo, chiedersi continuamente “Qual è la scelta giusta?” può diventare meno utile che chiedersi:

“Quale possibilità sento oggi più vicina a ciò che voglio essere e al modo in cui desidero vivere?”

La domanda non elimina l'incertezza, ma permette di scegliere senza pretendere di conoscere in anticipo tutto ciò che quella scelta comporterà.



Come si fa a non avere paura di scegliere?


Superare la difficoltà a prendere decisioni non significa diventare improvvisamente sicuri di tutto.

Significa, piuttosto, poter scegliere anche quando non abbiamo la garanzia che quella scelta sia perfetta.

Può essere utile distinguere ciò che possiamo realmente conoscere da ciò che appartiene inevitabilmente al futuro. Possiamo conoscere le condizioni di una scelta, le nostre priorità, ciò che per noi conta, ciò che desideriamo e ciò che non vogliamo più. Non possiamo invece sapere con certezza come ci sentiremo tra un anno o quali conseguenze produrrà ogni possibile strada.

Anche ascoltare il proprio modo di vivere le alternative può essere importante.

Non soltanto: “Quale scelta è più conveniente?”

Ma anche:

“In quale possibilità riesco maggiormente a riconoscermi?”

“Che cosa sto cercando di proteggere?”

“Che cosa temo di perdere?”

“Se non dovessi dimostrare a nessuno di aver fatto la scelta giusta, cosa sceglierei?”


Queste domande non servono a trovare una risposta perfetta.

Servono a tornare in contatto con la propria esperienza, distinguendo ciò che desideriamo da ciò che pensiamo di dover desiderare e ciò che scegliamo per noi da ciò che scegliamo soltanto per evitare di sbagliare.

A volte, infatti, dietro il “non riesco a decidere” non c'è l'assenza di una direzione.

C'è la difficoltà ad assumere fino in fondo una possibilità come propria.


Scegliere significa anche rinunciare


Non riuscire a prendere decisioni può essere molto faticoso, soprattutto quando la sensazione è quella di essere continuamente sospesi tra possibilità diverse.

Ma forse una scelta non deve essere preceduta dalla certezza di aver trovato la strada perfetta.

Ogni scelta comporta inevitabilmente una parte di incertezza, così come una parte di rinuncia. Non possiamo sapere prima di vivere se una possibilità sarà davvero quella giusta per noi.

Possiamo però interrogarci su ciò che oggi sentiamo significativo, sulle possibilità che riconosciamo come nostre e sul modo in cui desideriamo abitare la nostra vita.

A volte scegliere non significa sapere con certezza dove stiamo andando. Significa decidere quale possibilità vogliamo iniziare a vivere.


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